Siena Club Enrico Chiesa
Il Bianconero

IL COMMENTO/ SPRECATA UN'OCCASIONE, MA E' GIUSTO APPLAUDIRE I RAGAZZI.
07/03/2010 22:25

Premessa doverosa: sono parecchi anni che il Siena incontra problemi nelle partite casalinghe. A parte la scorsa stagione, sempre i bianconeri, trovandosi a dover costruire il gioco, si sono trovati in difficoltà, fallendo partite ritenute, a ragione o torto (perché poi ci siamo sempre salvati) decisive. Spesso abbiamo dovuto recuperare in trasferta flop interni.

In un numero del "Bianconero" del 2009 contammo le delusioni casalinghe del Siena da quando gioca in A: eravamo arrivati a quota venti ed oltre.

Tutto ciò per dire che il pareggio odierno rimediato col Parma si inserisce in quel filone e non deve poi sorprendere più di tanto i più assidui frequentatori del nostro stadio.

Pensiamo che solo un mese fa la Robur se ne stava afflitta e già retrocessa a quota 13 e che nessuno avrebbe scommesso di raccogliere ben 8 punti in 4 match, con 2 vittorie esterne. E' chiaro: oggi speravamo tutti di superare un Parma senza particolari obiettivi e di tornare nel gruppone.

L'inizio partita ci aveva illuso. Il Siena era sembrato effervescente mentre il Parma giocherellava senza troppe smanie. Ma il copione bianconero lo conosciamo: regalare un tempo e un gol agli avversari, alla prima occasione, è ormai un ritornello noto, specie al Rastrello, sopratutto quando ci si mette di mezzo pure una dannata traversa.

Diciamo che se oggi Biabiany fosse rimasto a Parma, probabilmente il Siena avrebbe vinto l'incontro, ma il francese ha disputato al "Franchi" la partita della vita, segnando persino di testa come non gli era mai accaduto. Comunque, Jimenez ci aveva fatto il piacere di farsi espellere, nel finale, ma il Siena pasticcione non ne ha approfittato nonostante i sette minuti di recupero.

Andati in svantaggio, pur con 4 punte in campo, è stata già un'impresa raggiungere il pari con un tiro dell'immenso capitan Vergassola. Ma se con 4 attaccanti di ruolo schierati segna un centrocampista (su assist di Larrondo, non va dimenticato) è evidente che le punte si sono dimostrate spuntate e/o sfortunate (infortunio di Calaiò).

Che dire? I ragazzi hanno comunque lottato con ardimento e hanno meritato un applauso, ma anche il pareggio odierno ha chiarito come il livello della nostra compagine non sia dei più elevati, nonostante gli innesti di gennaio.

Curci non è il Curci della scorsa stagione, dalla parte di Del Grosso prendiamo un sacco di gol, Tziolis ha ottime qualità ma a volte troppo compassato, senza Ekdal il centrocampo langue (Jajalo proprio silurato?). Ghezzal caracolla volenteroso ma combina poco. Ci perdiamo in centinaia di lanci lunghi senza senso, utilizzando poco e male le fasce.  Per non parlare dei troppi passaggi sbagliati. La panchina ha poco da offrire, a parte Calaiò e Larrondo (che meriterebbe di partire titolare). Ci è piaciuto Odibe, ha un gran fisico e personalità: da rivedere.

Insomma, se restiamo ancora ultimi, un motivo ci sarà, inutile negarlo. Però non siamo assolutamente morti né spenti. Guai a sdarsi: da 4 partite siamo imbattuti, a Torino ce la potremo giocare e poi ci saranno altre 10 finali.

Vogliamo crederci sino in fondo. Avanti, bianconeri. Non è finita.

R.B. per Velina Bianconera

 

 

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